Ma oltre le tessere resta un problema ancora irrisolto in seno al Pdl: la candidatura per le prossime regionali. Il Pd e la sinistra pugliese versano in queste ore lacrime e fiele, ma anche in casa Berlusconi l'aria è amara. La possibilità di elezioni anticipate, l'alto tasso di scontro istituzionale a Roma si ripercuotono in maniera pesante sulle scelte delle candidature per le regionali, perché, a destra come a sinistra i nomi e i cognomi si scelgono nella capitale e non a Bari. Al momento poi non c'è ancora il decreto ministeriale per le elezioni di primavera: la data ventilata è il 27 marzo ma potrebbe slittare ancora anche alla luce del momento di preoccupazione governativa. "Contiamo entro Natale di avere il nostro candidato per le elezioni regionali - ha sottolineato Antonio Distaso, l'onorevole barese coordinatore regionale del Pdl - abbiamo un incontro il 16 dicembre della segreteria nazionale del Pdl. Poi bisogna anche fare uno sforzo per allargare la coalizione".
Non c'è quindi solo da capire se sarà Stefano Dambruso, Rocco Palese o chissà chi l'uomo candidato dal Pdl per la presidenza della Regione Puglia: c'è ancora da svelare tutta l'incognita Udc, che nicchia ancora e non poco sulla decisione da prendere in Puglia, spalleggiata dal movimento Io Sud. I fedelissimi della Poli Bortone reclamano, naturalmente, in caso di allenza con i vecchi amici del Pdl, la poltrona per l'ex sindaco di Lecce che fino ad un anno fa era candidata quasi certa della coalizione di centrodestra pugliese. L'Udc invece deve decidere se fidanzarsi nella Puglia di D'Alema che ha trovato un escamotage di pregio con il lodo Emiliano in consiglio regionale o tornare con il suo alleato storico. ma non è esclusa la terza ipotesi, la candidatura in solitaria con Io Sud e magari i Dipietristi: ormai tutto può succedere.
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