«Nonostante non vi fosse alcuna urgenza - dice – visto che la discussione continuerà il 19 gennaio e in barba ai nostri auspici, in verità condivisi anche dal Presidente Vendola, di procedere ad una eventuale riforma della Legge in vigore solo a larga maggioranza, il Pd aveva evidentemente bisogno di formalizzare subito il suo mercimonio che persino il capogruppo Maniglio si è rifiutato di firmare. Dieci consiglieri, primo firmatario Canonico, hanno presentato l’emendamento con cui propongono l’eliminazione dell’articolo della legge elettorale sulle cause di ineleggibilità, ma anche lo slittamento al 2015 dell’entrata in vigore della soglia di sbarramento del 4%. Un mercimonio, insomma – prosegue Palese – con cui il Pd 'concedè ai cosiddetti cespugli del centrosinistra l'eliminazione dello sbarramento, in cambio di quello che ormai tutti in aula chiamavano il 'lodo Emiliano' (ossia la possibilità per i Sindaci di candidarsi e farsi eleggere in Consiglio regionale senza doversi dimettere e potendo invece scegliere solo dopo l’elezione la carica per la quale optare)».
«Impediremo con ogni mezzo che una simile vergogna venga approvata. Non è pensabile – conclude Palese – cambiare la legge elettorale solo perchè il Pd oggi ha l’esigenza di scaricare Vendola e candidare Emiliano. Ma anche se a colpi di maggioranza dovesse essere consentito ad un Sindaco di conservare il paracadute e la poltrona di Sindaco sfruttandola per farsi eleggere alla Regione, siamo certi che nessun pugliese avrebbe fiducia in un candidato che crede tanto poco nella propria candidatura da non voler rischiare neanche la poltrona di Sindaco. Vorrebbe dire sancire per Legge il principio dell’utilizzo delle Istituzioni solo per fini personali e tornaconti politici».
''L'improvvisa materializzazione del fantasma del collega Canonico, tanto più se accompagnata all’ennesima trasfigurazione del suo compare Olivieri, che (dopo avere tradito Fi e Pd) ha tradito anche l’Idv in materia di soglia di sbarramento, rappresentano, se pur ce ne fosse bisogno, la 'pistola fumantè che inchioda Emiliano al tentativo di colpo di mano a suo favore di cui al noto emendamento 'ad personam' con annesso offerta di piatto di lenticchie per eventuali nuovi convitati di estrema sinistra”. Lo afferma in una nota il capogruppo regionale pugliese di An Pdl, Roberto Ruocco.
“Noi pensiamo con autentico spirito di solidarietà – continua – alle centinaia di migliaia di pugliesi che, illudendosi di partecipare ad una consultazione democratica e non soltanto ad un rito propagandistico fine a se stesso, hanno creduto alla parola di tutti i candidati segretari del Pd, che giuravano eterna fedeltà a Vendola ed i primi dei quali oggi addirittura capeggiano questa squallida congiura. E pensiamo agli elettori della città di Bari che avevano votato per Emiliano, talora anche forzando i loro veri orientamenti politici, e che rischiano invece di trovarsi ad essere governati dal buon Alfonsino Pisicchio, se non addirittura da un signore oggi senza nome, di cui forse non v'era traccia alcuna al momento del loro voto”.
“La mia impressione – insiste Ruocco – è che in tutto questo si pensa di fare i conti non soltanto senza Vendola, ma anche senza il popolo elettore, di cui si ritiene di poter fare impunemente quel che si vuole. A meno che non abbia ragione chi si domanda se per caso D’Alema non stia giocando la più cinica delle sue partite, liberandosi in un colpo solo sia di Vendola che di Emiliano”. “Sarebbe comunque l’unica volta – conclude – che il 'lider Massimò renda un servizio ai pugliesi, liberandoli dal pericolo pubblico costituito da una maggioranza contro-natura che, dopo avere massacrato la Regione, sta massacrando anche se stessa”.
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