Michele Rizzi, quarto candidato in corsa per Viale Capruzzi, sceglie il lavoro come priorità del suo programma e precisa: “Non si può stare con i capitalisti e allo stesso tempo con operai Adelchi”– E’ lui stesso un lavoratore precario, barlettano, che ha scelto di scendere in campo nella competizione regionale con una propria lista e una propria idea di Puglia, alternativa a quella proposta dagli schieramenti ufficiali: Michele Rizzi è il quarto nome in corsa per Viale Capruzzi, candidato di Alternativa Comunista, e in questa intervista risponde a qualche domanda, spiegando dettagliatamente il perché della sua scelta, i suoi programmi e i suoi obiettivi. Con un unico grande filo conduttore: il tema del lavoro.
Come nasce la sua candidatura alle prossime regionali di marzo?
“La mia candidatura con Alternativa comunista nasce da un'esigenza reale, che è quella di porre all’ordine del giorno dell’agenda politica la risposta che i lavoratori debbono dare alla crisi capitalista, che sta distruggendo posti di lavoro, sta precarizzando sempre più, sta distruggendo l'ambiente. La risposta dei partiti liberali, di centrosinistra e centrodestra, è stata unicamente dal lato del padronato e delle imprese. Infatti, i finanziamenti a fondo perduto ai padroni, che sono poi scappati con il forziere pieno di soldi, chiudendo fabbriche e trasferendo la produzione in altri paesi dove fanno più profitto sono stati elargiti tanto dal governo Vendola che dal suo predecessore Fitto. Tutti uniti nella Santa alleanza della difesa del padronato che ha rapinato soldi pubblici e soprattutto al dignità dei lavoratori che ha messo sul lastrico. Noi di Alternativa comunista diciamo basta: deve finire il tempo dei regali! La nostra candidatura nasce proprio dall'esigenza di autorganizzazione operaia e non solo. Infatti, siamo impegnati a costruire Comitati operai contro la crisi in parti importanti della Puglia. Dalla lotta degli operai precari della Bar.sa di Barletta a quella degli operai dell'Adelchi di Tricase diciamo che la crisi economica la deve pagare chi l'ha generata. Per questo molti lavoratori ci hanno chiesto di rappresentare in questa campagna elettorale le loro lotte ed il loro desiderio di rivalsa sociale”.
Come mai Alternativa comunista ha scelto di non appoggiare Vendola? Cosa contesta della gestione amministrativa di questo centrosinistra?
“Non appoggiamo Vendola perché siamo alternativi al centrosinistra come al centrodestra. I loro governi appoggiano degli interessi sociali, noi degli altri. Non si può stare con una dei più grandi capitalisti pugliesi come Divella e poi stare nello stesso tempo con gli operai dell'Adelchi. Noi abbiamo deciso di stare con gli operai dell'Adelchi e contro il padronato che sfrutta e che crea precarietà. Il centrosinistra pugliese ha continuato ad operare la privatizzazione della sanità, con o senza scandali giudiziari, il finanziamento al padronato pugliese che delocalizza, una politica ambientale discutibile a partire dall'autorizzazione data per le ricerche di petrolio nell'Adriatico contro le quali ho partecipato ad Ostuni ad una grande manifestazione con Comitati di lotta ambientalisti”.
Quali sono i temi forti della sua campagna elettorale e a quale fetta di elettorato vuole rivolgersi?
“Reddito sociale per i disoccupati pagato dai tagli ai finanziamenti al padronato. Occupazione e gestione operaia delle fabbriche come in Argentina. Abolizione di tutti i contratti precari fatti da centrosinistra e centrodestra e stabilizzazione di tutti i lavoratori flessibili. Ripubblicizzazione della sanità, eliminando le convenzioni con i privati con la internalizzazione di servizi e lavoratori dati in appalto. No al nucleare e alla costruzione di centrali a biomasse (la Puglia produce più del doppio dell'energia che serve). Piano rifiuti con raccolta differenziata porta a porta pubblica fatta dai Comuni. No ai termovalorizzatori e inceneritori. Riconversione delle industrie inquinanti. Ripubblicizzazione dell'acquedotto pugliese, senza s.p.a. e senza il pagamento delle obbligazioni con la Goldman Sachs”.
Realisticamente, quale pensa possa essere l’obiettivo raggiungibile dalla sua lista?
“Per noi l'obiettivo non è un dato numerico, ma la necessità di costruire, attraverso il nostro nuovo partito, Alternativa comunista, una nuova consapevolezza anticapitalista e rivoluzionaria di riaggregazione di forze nella sinistra non governista e tra i lavoratori. Per noi sarà un successo riuscire a rappresentare in questa campagna elettorale, lotte e rivalsa sociale. Infatti lo slogan della nostra campagna elettorale è ‘dare voce a chi non ha voce, perché le nostre vite non valgono i loro profitti’.
Come nasce la sua candidatura alle prossime regionali di marzo?
“La mia candidatura con Alternativa comunista nasce da un'esigenza reale, che è quella di porre all’ordine del giorno dell’agenda politica la risposta che i lavoratori debbono dare alla crisi capitalista, che sta distruggendo posti di lavoro, sta precarizzando sempre più, sta distruggendo l'ambiente. La risposta dei partiti liberali, di centrosinistra e centrodestra, è stata unicamente dal lato del padronato e delle imprese. Infatti, i finanziamenti a fondo perduto ai padroni, che sono poi scappati con il forziere pieno di soldi, chiudendo fabbriche e trasferendo la produzione in altri paesi dove fanno più profitto sono stati elargiti tanto dal governo Vendola che dal suo predecessore Fitto. Tutti uniti nella Santa alleanza della difesa del padronato che ha rapinato soldi pubblici e soprattutto al dignità dei lavoratori che ha messo sul lastrico. Noi di Alternativa comunista diciamo basta: deve finire il tempo dei regali! La nostra candidatura nasce proprio dall'esigenza di autorganizzazione operaia e non solo. Infatti, siamo impegnati a costruire Comitati operai contro la crisi in parti importanti della Puglia. Dalla lotta degli operai precari della Bar.sa di Barletta a quella degli operai dell'Adelchi di Tricase diciamo che la crisi economica la deve pagare chi l'ha generata. Per questo molti lavoratori ci hanno chiesto di rappresentare in questa campagna elettorale le loro lotte ed il loro desiderio di rivalsa sociale”.
Come mai Alternativa comunista ha scelto di non appoggiare Vendola? Cosa contesta della gestione amministrativa di questo centrosinistra?
“Non appoggiamo Vendola perché siamo alternativi al centrosinistra come al centrodestra. I loro governi appoggiano degli interessi sociali, noi degli altri. Non si può stare con una dei più grandi capitalisti pugliesi come Divella e poi stare nello stesso tempo con gli operai dell'Adelchi. Noi abbiamo deciso di stare con gli operai dell'Adelchi e contro il padronato che sfrutta e che crea precarietà. Il centrosinistra pugliese ha continuato ad operare la privatizzazione della sanità, con o senza scandali giudiziari, il finanziamento al padronato pugliese che delocalizza, una politica ambientale discutibile a partire dall'autorizzazione data per le ricerche di petrolio nell'Adriatico contro le quali ho partecipato ad Ostuni ad una grande manifestazione con Comitati di lotta ambientalisti”.
Quali sono i temi forti della sua campagna elettorale e a quale fetta di elettorato vuole rivolgersi?
“Reddito sociale per i disoccupati pagato dai tagli ai finanziamenti al padronato. Occupazione e gestione operaia delle fabbriche come in Argentina. Abolizione di tutti i contratti precari fatti da centrosinistra e centrodestra e stabilizzazione di tutti i lavoratori flessibili. Ripubblicizzazione della sanità, eliminando le convenzioni con i privati con la internalizzazione di servizi e lavoratori dati in appalto. No al nucleare e alla costruzione di centrali a biomasse (la Puglia produce più del doppio dell'energia che serve). Piano rifiuti con raccolta differenziata porta a porta pubblica fatta dai Comuni. No ai termovalorizzatori e inceneritori. Riconversione delle industrie inquinanti. Ripubblicizzazione dell'acquedotto pugliese, senza s.p.a. e senza il pagamento delle obbligazioni con la Goldman Sachs”.
Realisticamente, quale pensa possa essere l’obiettivo raggiungibile dalla sua lista?
“Per noi l'obiettivo non è un dato numerico, ma la necessità di costruire, attraverso il nostro nuovo partito, Alternativa comunista, una nuova consapevolezza anticapitalista e rivoluzionaria di riaggregazione di forze nella sinistra non governista e tra i lavoratori. Per noi sarà un successo riuscire a rappresentare in questa campagna elettorale, lotte e rivalsa sociale. Infatti lo slogan della nostra campagna elettorale è ‘dare voce a chi non ha voce, perché le nostre vite non valgono i loro profitti’.
Mauro Bortone
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